Dicevo, nel mio post precedente, che, quando si tratta di fare ricerca, perfino i professori delle istituzioni accademiche più illustri ignorano le norme vigenti sulla proprietà intellettuale. Nel caso dei miei colleghi umanisti, questa trascuratezza è del tutto inconsapevole, perché le loro menti sono troppo assorte in pensieri elevati per occuparsi delle leggi prosaiche che regolano – e limitano – la diffusione dei loro scritti.
Ma non sempre succede così: i fisici, dal 1991, mettono i testi che vogliono condividere in un archivio elettronico ad accesso aperto, il celebre ArXiv, attualmente ospitato dalla Cornell University. E tengono tanto alla libertà del loro testi, da ribellarsi anche alle più potenti multinazionali dell’editoria accademica.
Perché i fisici si comportano così? Sono seguaci di una forma letterale di socialismo scientifico?
Niente affatto.
Kant, nell’introduzione alla Critica della ragion pura, diceva che una disciplina segue la via sicura di una scienza quando i suoi risultati sono cumulativi, e c’è un accordo fra coloro che la praticano. Di che cosa c’è bisogno perché questo avvenga? Semplicemente, che ci siano – e si sappiano usare – strumenti per rendere pubblici i risultati e per conservarne la memoria, e che sia possibile praticare la discussione per raggiungere un accordo. Oggi, in concreto, basta avere la rete, un bell’archivio centralizzato accessibile a tutti, e tanta voglia di discutere.
Per questo i fisici -perfino in Italia – praticano il comunismo della conoscenza senza essere socialisti. E’ una scelta ovvia, quando c’è una comunità scientifica che funziona.
Ma perché, allora, i miei colleghi umanisti, per lo più, non lo fanno?
Potrei dare una risposta veloce e cattiva a questo quesito: perché non fanno parte una comunità scientifica, o, per lo meno, appartengono a una comunità scientifica che non funziona.
E’ davvero così? Io posso basarmi solo sulla mia esperienza, che vale pochissimo, perché è quella di una accademica minima. E raccontare qualche storia.
(continua)

9 comments
Comments feed for this article
21 giugno, 2007 a 6:31 pm
Barbz Blog » Blog Archive » Focus Group
[...] concetti che abbiamo faticato a portare all’attenzione del gruppo. E’ evidente che se questi temi vengono perlopiù trascurati anche da coloro i quali dovrebbero essere i maestri, questa generazione di ricercatori [...]
19 luglio, 2007 a 4:40 pm
Ali
Nell’ottica di creare una coscienza di condivisione e collaborazione, il nostro piccolo contributo consiste in uno strumento che permette di caricare documenti in formato XML, effettuare ricerche su questi e condividerli con altri utenti
http://tauro.signum.sns.it/
19 luglio, 2007 a 11:38 pm
minimacademica
Ali,
– quanto di quello che scriviamo è reso liberamente disponibile? Quanti di noi hanno la consapevolezza per farlo? Quante istituzioni – al di là delle firme sui documenti – li incoraggiano effettivamente a farlo? A quanti di noi viene in mente di negoziare con gli editori per la libertà dei propri testi?
è molto bello. Ma, per quel che concerne la letteratura secondaria – cioè quella scritta da noi accademici minimi
27 luglio, 2007 a 1:00 pm
Ali
Tutti i giorni purtroppo facciamo discussioni di questo tipo… infatti la nostra idea di utilizzare TauRo come strumento per pubblicare liberamente documenti, articoli, etc. non sta decollando perché ci scontriamo contro una realtà che tende a nascondere, proteggere (da chi poi non si capisce!) invece che divulgare e condividere.
3 agosto, 2007 a 11:07 pm
Lettere morte « Minima Academica
[...] Agosto 3rd, 2007 in repubblica della scienza, umanisti, Closed Access, Uncategorized Questo commento merita una risposta articolata, perché affronta un problema comune a [...]
3 agosto, 2007 a 11:11 pm
minimacademica
Ali,
ho risposto al tuo ultimo commento in un post apposito, qui.
23 settembre, 2007 a 3:38 am
Il professore va al congresso: note su Berlin5 « Minima Academica
[...] e non in gruppi. Risulta, tuttavia, bizzarro che delle discipline che avrebbero – assai più della fisica delle alte energie – la potenzialità di parlare alla città, cioè di raggiungere un pubblico amplissimo e di [...]
23 settembre, 2007 a 4:09 pm
Berlin5: European Reference Index for the Humanities « Minima Academica
[...] umane, l’oligopolio che ha portato alla crisi dei prezzi dei periodici – contro la quale gli scienziati stanno reagendo. In più, ora avremmo la possibilità economica e tecnologica di superare i limiti del peer review [...]
16 aprile, 2008 a 12:24 am
Il piacer d’essere in lista « Minima academica
[...] e all’aumento spropositato dei prezzi dei periodici – fenomeni contro i quali gli scienziati stanno reagendo. E qualche umanista si sta anche interrogando di fronte al progetto ERIH, che sembra venire [...]