Il mondo della ricerca scientifica, specialmente nel settore umanistico, è un mondo di leggi flessibili. Proprio come, ad Atene, erano non scritte, e flessibili, le leggi che stabilivano che cosa si dovesse intendere per pietas religiosa.
Socrate, per l’appunto accusato di empietà, fu dunque esposto a un giudizio arbitrario – “politico”, si direbbe oggi. Ma avrebbe avuto maggiori garanzie se fosse stato valutato da un collegio giudicante poco numeroso, selezionato tramite concorso o nomina, fortemente specializzato, e composto da magistrati “di carriera” indipendenti?
Certamente sì, in un mondo di leggi rigide. Il giudice specializzato ha infatti un maggior grado di competenza tecnica e di indipendenza: dovrebbe dunque essere meno propenso a emettere sentenze “politiche”. Ma in un mondo di leggi flessibili, la sua posizione di potere, non controbilanciata e regolata da un diritto rigido, gli renderebbe facile assumere atteggiamenti dispotici.
Nel tribunale di Atene, ogni giurato, preso singolarmente, era scientificamente e politicamente debole. La sua forza derivava solo dall’essere parte di un collegio numeroso e di un dibattito pubblico che proseguiva oltre la sentenza. Questo permise a Socrate di vincere la sua causa più importante: cioè non quella intorno alla sua vita, ma quella sul suo valore scientifico.
In un ambiente di pubblicazione ad accesso aperto, chiunque può diventare un giudice di Atene. Francesca Di Donato, per esempio, ha appena pubblicato un overlay journal dedicato al peer reviewing.
Gli overlay journals sono giornali “copertina”, che selezionano articoli già pubblicati in archivi e siti ad accesso aperto. Che, dunque, non “pubblicano” propriamente, ma valutano soltanto.
L’editor di questo particolare overlay journal è un giudice debolissimo: Francesca Di Donato è una delle tante ricercatrici precarie dell’università italiana, che per di più lavora con una accademica minima come me. Nulla le vieta, però, di esprimere il suo voto. Un voto che da solo ha poca forza: ma che, con altri cinquecento, conta quanto il voto di Athena.

4 comments
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23 Settembre, 2007 a 4:19 pm
Berlin5: European Reference Index for the Humanities « Minima Academica
[...] e valutando successivamente la qualità dei contributi – come consiglia Peter Suber e come ha fatto qui Francesca Di [...]
24 Ottobre, 2007 a 1:04 pm
“Ma mi vale come pubblicazione?” « Minima Academica
[...] di indipendenza e di spirito d’avventura. Potrebbe, per esempio, cominciare a capire che la ricerca e la valutazione della ricerca sono la stessa cosa: un bravo ricercatore, quando fa ricerca, deve scegliere che cosa, [...]
25 Ottobre, 2007 a 11:03 am
“Ad uso personale”? « Minima Academica
[...] aperto, istituzionale o disciplinare e a linkarli al blog. Il blog, alla fine, diventa (anche) un overlay journal e magari comincia a usare qualche fondo di ricerca per pagare una persona che se occupi. Questa [...]
25 Ottobre, 2007 a 1:38 pm
“Ad uso personale” II « Minima Academica
[...] aperto, istituzionale o disciplinare, e a linkarli al blog. Il blog, alla fine, diventa (anche) un overlay journal e magari comincia a usare qualche fondo di ricerca per pagare una persona che se occupi. Questa [...]