A proposito della conferenza padovana: su questo bel blog c’è una cronaca, in italiano, più ampia della mia – e più attenta al mondo scientifico. Estrapolo solo una citazione – giusto per far vedere che chi riflette sull’open access, scienziato o umanista che sia, segue una medesima direzione:

E-science is much more than open access”: data sharing, virtual labs, collaboratories, wikis, grid computing sono termini fondamentali per rendere conto del cambiamento di paradigma nel modo in cui si fa ricerca scientifica, prima ancora che nel modo in cui si pubblica (si vedano per es. i lavori di Barend Mons). [*]

Che cosa sta succedendo? Che, come già detto, chi lavora in rete fa ricerca in maniera molto più cooperativa e orizzontale – una maniera molto simile a quella delle scuole filosofiche dell’antichità. Della crisi della figura dell’autore e dei danni prodotti dall’estetica dell’originalità se ne stanno accorgendo pure gli umanisti.

Per non perderci fra liste d’eccellenza e rapporti personali, bisogna trovare un sistema che permetta a Socrate di vincere i concorsi. E’ nel nostro interesse. Non abbiamo bisogno di pozzi nei quali la scienza sprofonda, ma di insegnanti che sappiano farci voltare dalla parte giusta.