Se andiamo a leggere la trascrizione del faccia-a-faccia dei due candidati vice-presidenti degli Stati Uniti d’America, ci accorgiamo che la preoccupazione di potersi permettere di mandare i figli all’università viene menzionata, con toni solidali, due volte dalla repubblicana Palin, e ben quattro volte dal democratico Biden. Questa preoccupazione sembra talmente condivisa dalla classe media americana da dover essere presa sul serio anche dalla parte repubblicana. Come mai?
Per capirlo basta guardare il grafico qui sopra. La linea blu del debito delle famiglie, già alta, si è impennata accompagnando il volo folle del debito finanziario, fino ad arrivare allo spaventoso crack di cui oggi siamo testimoni.
Per che cosa si sono indebitate queste famiglie spendaccione? Per la casa, a quanto pare, per la macchina, per la carta da credito e per l’istruzione dei figli. Sono cose che possono capitare, quando il reddito è basso e manca una istruzione pubblica di qualità a prezzi accessibili. Nel 2003, peraltro, chi ora ispira la riforma dell’istruzione considerava meritevole di imitazione il modello che ha portato l’America alla catastrofe.
I professori possono discettare dottamente su quello che c’era una volta in America. Ma il contribuente – quello che “mette i soldi” – ha bisogno di farsi una domanda sola: mi piacerebbe ipotecarmi la casa per mandare mio figlio all’università?


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8 Ottobre, 2008 a 1:23 am
Il professore va all’assemblea « Minima academica
[...] 8 Ottobre, 2008 in Gelmini, università | Tags: Gelmini, Pisa, ricercatori precari, università pubblica Oggi sono stata a un’assemblea convocata dai rappresentanti degli studenti allo scopo di informare i rappresentati sulla riforma (Gelmini)-Tremonti di cui ho già parlato qui e qui. Contro le mie aspettative, l’ampia aula del polo didattico Carmignani era completamente piena. C’è, evidentemente, interesse. [...]
8 Ottobre, 2008 a 10:50 pm
Piazza dei Cavalieri, oggi « Minima academica
[...] ricevevano applausi calorosi. Le richieste sono state molto, molto chiare: studiare senza doversi ipotecare la casa, lavorare seriamente e non da schiavi, poter pensare e parlare liberamente. Per questo vogliono [...]
12 Ottobre, 2008 a 8:18 pm
Perché all’università ci sono tanti precari? * « Minima academica
[...] Che si ottiene tagliando ancora? Soltanto questo: che l’università pubblica non riuscirà a svolgere i suoi servizi neppure col lavoro indecente, perché i precari verranno privati perfino del miraggio di un possibile concorso disperso nel più remoto futuro. Qui non si sta eliminando l’università baronale. Si sta eliminando l’università pubblica. [...]