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Quello che penso di questo detto comune l’ho scritto in questo articolo, che ho costruito sulla base del mio intervento a Berlin5.

Chi legge queste pagine ci troverà, di nuovo,  solo la connessione interna. Il blog, in fondo, è una macchina per l’anamnesis.

La monografia accademica è un volume dedicato a un solo argomento, che si immagina ponderosamente e concettosamente meditato. Nelle discipline umanistiche è il titolo principe per vincere un concorso – soprattutto se reca in copertina il nome di un editore di prestigio.

Chi non fa ricerca solo per vincere i concorsi potrebbe però chiedersi se, in questo momento, la monografia è ancora il modo più efficace di rendere pubblico il proprio lavoro.

Giusto per rendere concreto un concetto astratto, si consideri questo esempio:

questo è un normale saggio accademico – una piccola monografia, pensata per la pubblicazione a stampa fra gli atti di un convegno e non in primo luogo per la rete;

questo, invece. è un ipertesto leggermente più lungo, costruito sullo stesso saggio.

L’ipertesto ha molti link a un ipertesto più esteso, che è nato per aiutare i miei studenti a muoversi dentro la Repubblica di Platone; questo secondo ipertesto, a sua volta, è ricco di link al testo primario che si propone di spiegare, disponibile on-line grazie al Perseus Project. Su questo tema avevo scritto anche una monografia a stampa, che considero superata, e che non posso più modificare.

Il saggio ipertestuale, teorico, è lo strato superiore di una costruzione a più livelli, che ha in basso il testo primario, e in mezzo l’ipertesto didattico. Chi conosce già la materia dei due strati inferiori può leggere solo l’ipertesto teorico – con la sicurezza che, se ha dei dubbi, li può chiarire con uno o due click. Questo permette all’ipertesto teorico di essere molto breve e sentenzioso: di essere assai più efficace e meno noioso di una monografia accademica, che deve sempre spiegare tutto – anche quando il lettore sa già – perché non può contare sui link esterni.

Per il profano, questa stratificazione rivela il lavoro delle studioso: prendere un testo, cercare di spiegarlo, costruirci una teoria sopra, e rivederla continuamente, in un processo stratificato anche nel tempo. Tutte le operazioni che nella monografia accademica restano accuratamente nascoste – tanto da far credere che si tratt, per definizionei di un’opera “originale” – qui sono rese trasparenti. Se è il caso, la stratificazione offre anche – a qualsiasi lettore – gli strumenti della critica: con una spiegazione diffusa di Platone a distanza di un click, e Platone stesso a distanza di due click, un arzigogolatore oscuro non avrebbe vita facile.

Imparare a dire le stesse cose in modo diverso potrebbe aiutarci a cambiare poco per cambiare tutto.

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