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	<title>Minima academica</title>
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	<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 10:10:04 +0000</pubDate>
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		<title>La distruzione dell&#8217;università pubblica</title>
		<link>http://minimacademica.wordpress.com/2008/07/16/la-distruzione-delluniversita-pubblica/</link>
		<comments>http://minimacademica.wordpress.com/2008/07/16/la-distruzione-delluniversita-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 22:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Linko qui, per chi ha voglia di leggerlo,  l&#8217;articolo del professor Fulvio Tessitore uscito sulla &#8220;Repubblica&#8221; di Napoli del 14 luglio 2008.
Fulvio Tessitore è un academicus maximus. Io, che sono una accademica minima, sarò un po&#8217; più breve. Forse.
Il decreto di cui l&#8217;articolo discute vorrebbe incoraggiare le università, con la leva di una drastica riduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Linko <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article19738.html">qui</a>, per chi ha voglia di leggerlo,  l&#8217;articolo del professor Fulvio Tessitore uscito sulla &#8220;Repubblica&#8221; di Napoli del 14 luglio 2008.</p>
<p style="text-align:justify;">Fulvio Tessitore è un <em>academicus maximus</em>. Io, che sono una accademica minima, sarò un po&#8217; più breve. Forse.</p>
<p style="text-align:justify;">Il decreto di cui l&#8217;articolo discute vorrebbe incoraggiare le università, con la leva di una drastica riduzione del finanziamento pubblico, a trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Questo passo è appetibile per le università capaci di autofinanziarsi, attirando studenti ricchi in grado di pagare ricche rette; non è praticabile per le università che non sono in grado di farlo, per esempio perché si trovano in zone povere del paese. Questi atenei si ridurranno a <em>state universities </em>all&#8217;americana, per svendere agli studenti più poveri una istruzione di serie B.</p>
<p style="text-align:justify;">Il principale vizio dell&#8217;università italiana, sul quale mi diverto a fare letteratura in questo <em>blog</em>, è la sua gestione privatistica: chi ha una carica accademica, anche piccola, tende a trattarla come una sua proprietà che usa per i suoi interessi. Perché mai <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/11/20/filosofi-da-competizione/">dovrebbe cambiare qualcosa</a>, se le università venissero privatizzate?<a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/11/20/filosofi-da-competizione/"><br />
</a>
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<p style="text-align:justify;">Un sistema di istruzione pubblica si dovrebbe legittimare per gli stessi motivi per i quali <a href="http://innovatorieuropeistlouis.wordpress.com/2008/02/21/pubblico-o-privato/">si giustifica un sistema sanitario pubblico</a>. La sua missione dovrebbe essere assicurare la conservazione e la disseminazione del sapere in maniera equa e universale - per garantire, politicamente, <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/05/22/che-cose-una-repubblica/">la salute della repubblica</a>, e, economicamente, la prosperità di una società industriale avanzata. Possiamo davvero permetterci il lusso di avere dei poveri che sono anche ignoranti?</p>
<p style="text-align:justify;">Un sistema di istruzione pubblico dipende principalmente dalle tasse dei cittadini, di fronte ai quali dovrebbe giustificarsi, mostrando loro gli esiti della sua attività e assicurando procedure di selezione trasparenti. Impossibile, in Italia?</p>
<p style="text-align:justify;">Non direi. Basterebbe cambiare poco per cambiare tutto. La pubblicazione ad accesso aperto - a cui favore ha <a href="http://bfp.sp.unipi.it/cronbib/messina.htm">firmato</a> la quasi totalità dei rettori delle università italiane - renderebbe possibile a chiunque leggere quello che scriviamo e ci farebbe risparmiare buona parte del denaro che diamo agli editori. E basterebbe <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/06/07/cambiare-poco-per-cambiare-tutto/">vietare le carriere interne</a> per rendere i concorsi più trasparenti, scardinando sul nascere il rapporto feudale fra &#8220;maestro&#8221; e &#8220;allievo&#8221;. Sempre che non si preferisca evitare ogni confronto serio con il contribuente e privatizzare il privatizzabile, in modo da rendere estesi e senza controllo quei grumi di potere privatistici che tutti noi, a parole,  deploriamo.</p>
<p style="text-align:justify;">Amo sostenere che l&#8217;<a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/09/13/luniversita-deve-essere-difficile/">università deve essere difficile.</a> Il professore buono deve essere &#8220;cattivo&#8221;: i suoi esami devono essere una prova che si prepara con fatica e si ricorda - una volta superata - con orgoglio.  Io posso  permettermi  il lusso di compiere il mio dovere perché sono e mi sento una funzionaria pubblica, che risponde alla legge prima che agli studenti. Ma se avessi di fronte a me i clienti, più o meno danarosi, di un più o meno esclusivo laureificio, sarei ancora in grado di compiere seriamente il mio lavoro di insegnante?</p>
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		<title>Oligarchie frattali II</title>
		<link>http://minimacademica.wordpress.com/2008/07/14/oligarchie-frattali-ii/</link>
		<comments>http://minimacademica.wordpress.com/2008/07/14/oligarchie-frattali-ii/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 22:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Se a  Pompeo Matroneo venisse in mente di recensire Prisco Architrave facendo commenti men che elogiativi - scrivendo, per esempio, che Prisco non è del tutto convincente quando suggerisce che vi sia una forte correlazione fra gli asparagi e l&#8217;immortalità dell&#8217;anima - che ne direbbero Cariatide, Pluteo, Capitello, Solipsista, Interno e tutti gli altri colleghi?
Chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Se a  Pompeo Matroneo venisse in mente di recensire Prisco Architrave facendo commenti men che elogiativi - scrivendo, per esempio, che Prisco non è del tutto convincente quando suggerisce che vi sia una forte correlazione fra gli asparagi e l&#8217;immortalità dell&#8217;anima - che ne direbbero Cariatide, Pluteo, Capitello, Solipsista, Interno e tutti gli altri colleghi?</p>
<p style="text-align:justify;">Chi si aspettasse che, su tanta questione filosofico-botanica, chi appartiene a una comunità scientifica senta il bisogno di prendere posizione, per Prisco o per Pompeo, rimarrebbe amaramente deluso. Anche se Pompeo avesse osservato la massima <a href="http://www.difesadellinformazione.com/97/la-continenza-formale/">continenza formale,</a> la materia del contendere verrebbe trattata come del tutto secondaria: tutti parlerebbero solo del fatto che Matroneo ha  <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/07/20/briciole-di-galateo-accademico/">&#8220;attaccato&#8221;</a> Architrave.  E se  Matroneo avesse voluto rafforzare la sua tesi citando un saggio di Agamennone Interno che nega la possibilità di connettere l&#8217;immortalità dell&#8217;anima agli asparagi,  lo stesso Interno si affretterebbe a intervenire a favore di Architrave - se, beninteso, questi si trovasse in una posizione gerarchicamente superiore a quella di Pompeo.</p>
<p style="text-align:justify;">Così funziona una oligarchia, quando la sua occupazione del potere si è ormai interamente separata da ciò che in origine giustificava la sua preminenza. La discussione libera, che non sarebbe pericolosa per una comunità di ricerca reale, diventa distruttiva per una comunità di ricerca nominale - proprio come la libertà di espressione, che è il sale di una democrazia reale, è invece pericolosissima in una democrazia nominale.</p>
<p style="text-align:justify;">Varrebbe la pena interrogarsi sui meccanismi che hanno trasformato la repubblica della scienza in una oligarchia insensata. Ma ciò non avverrà: solo Pompeo Matroneo pagherà per il suo ardire, come se del nesso metafisico-botanico fra gli asparagi e l&#8217;immortalità dell&#8217;anima non interessasse né ai metafisici, né ai botanici.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricorda qualcosa? E&#8217; successo, pochi giorni fa, che a qualcuno sia venuto in mente di raccontare su una pubblica piazza, raccogliendo voci di pubblico dominio, che una certa ministra sia diventata tale non per il suo merito, ma in  virtù di <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1966218.html">certi suoi ministeri</a>, o che una <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1968988.html">certa legge</a>, ancorché il presidente della repubblica si appresti a firmarla, non sia del tutto costituzionale. Di che cosa hanno parlato tutti? Del fatto che la certa ministra e il presidente della repubblica sono stati &#8220;insultati&#8221;, mentre la bizzarra politicizzazione di certi servizi non propriamente ministeriali o l&#8217;eventuale reiterato sfregio alla costituzione sono stati  accuratamente taciuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Le oligarchie grandi, a quanto pare, funzionano esattamente come le oligarchie piccole,  Si deplora, anche qui, che <a href="http://www.einaudiscuola.it/enciclopedia_antico/lemmi/aristofane.html">Aristofane</a>, nel silenzio di Pericle, parli di politica in modo volgare. Ma nessuno si  chiede come mai, in questa città, Pericle se ne stia così zitto da non esserci proprio.</p>
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		<title>I conti in tasca</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 16:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Alcuni colleghi si sono divertiti a calcolare l&#8217;entità della perdita economica di un docente universitario causata dall&#8217;allungamento tremontiano degli scatti di anzianità da biennali a triennali. Chi ci rimetterà di più?
In una carriera in cui uno studioso, divenuto ricercatore, non abbia avanzamenti di fascia, la sua perdita lorda è stimata circa 140000 euro. In carriere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Alcuni colleghi si sono divertiti a calcolare <a href="http://docs.google.com/View?docid=df5bp3f_1csv344hj">l&#8217;entità della perdita economica</a> di un docente universitario causata dall&#8217;<a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article19566.html">allungamento tremontiano</a> degli scatti di anzianità da biennali a triennali. Chi ci rimetterà di più?</p>
<p style="text-align:justify;">In una carriera in cui uno studioso, divenuto ricercatore, non abbia avanzamenti di fascia, la sua perdita lorda è stimata circa 140000 euro. In carriere più mosse, la perdita sembra ridursi a 100000 euro. Naturalmente, quanto più il docente universitario è giovane, tanto più verrà impoverito dalla livella tremontiana, che si ripercuoterà anche sul suo trattamento di fine rapporto e sulla sua pensione.</p>
<p style="text-align:justify;">In termini più personali, Geronte Cariatide, professore ordinario a fine carriera, non si accorgerà quasi del taglio. Puttino Pluteo, il &#8220;giovane&#8221; studioso che è riuscito a diventare ricercatore solo a trentacinque anni, dopo aver lavorato per almeno un decennio come <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/04/18/vuoi-aumentare-il-tuo-reddito/">schiavo accademico</a> del vecchio Geronte, lo pagherà molto caro - per quanto buona parte delle responsabilità dello <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/10/13/thats-my-family-its-not-me/">stato in cui si trova oggi l&#8217;università</a> siano di Cariatide e non sue.</p>
<p style="text-align:justify;">Puttino ha la sola colpa di aver <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/06/09/le-erinni-di-oreste-interno/">reso possibile il normale funzionamento dell&#8217;università,</a> facendo esami e seguendo tesi, quando avrebbe potuto rivendicare un trattamento più civile scioperando ad oltranza senza rimetterci un centesimo, dal momento che lavorava gratis, o al di là delle sue mansioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono colpe, queste, che <a href="http://www.segnalidivita.com/pinocchio/capitolo_XX.htm">nel paese di Acchiappacitrulli non meritano perdono</a>.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/minimacademica.wordpress.com/112/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/minimacademica.wordpress.com/112/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/minimacademica.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/minimacademica.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/minimacademica.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/minimacademica.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/minimacademica.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/minimacademica.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/minimacademica.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/minimacademica.wordpress.com/112/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/minimacademica.wordpress.com/112/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/minimacademica.wordpress.com/112/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=minimacademica.wordpress.com&blog=1139970&post=112&subd=minimacademica&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La democrazia, ad Atene</title>
		<link>http://minimacademica.wordpress.com/2008/07/08/la-democrazia-ad-atene/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 11:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[- Qual è l&#8217;organo fondamentale di una democrazia diretta? Ci pensi. Anche se non si ricorda nulla della costituzione di Atene, dovrebbe esserle facile dedurre la risposta &#8230; -
Il candidato guarda la commissione con gli occhi sgranati, cercando disperatamente qualcosa che non riesce  a immaginare.
Questa scena è ormai frequente ai miei esami, in una facoltà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">- Qual è l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ecclesia_(ancient_Athens)">organo fondamentale</a> di una democrazia diretta? Ci pensi. Anche se non si ricorda nulla della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Athenian-constitution-aristotle.png">costituzione di Atene</a>, dovrebbe esserle facile dedurre la risposta &#8230; -</p>
<p style="text-align:justify;">Il candidato guarda la commissione con gli occhi sgranati, cercando disperatamente qualcosa che non riesce  a immaginare.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa scena è ormai frequente ai miei esami, in una facoltà di scienze politiche tutt&#8217;altro che periferica. Gli studenti non hanno più idea di che cosa significhi parlare in assemblea, decidere in prima persona e  partecipare alla vita politica da cittadini e non da spettatori.  Questi giovani sono gli stessi che non si vergognano a chiedere alla commissione il favore di superare l&#8217;esame senza merito - &#8220;E&#8217; l&#8217;ultimo esame&#8230;&#8221;; &#8220;Ma io ho studiato&#8230;&#8221;; &#8220;Ma è la seconda volta che vengo&#8230;&#8221; - come se fosse per loro scontato  che chiunque abbia un minimo di potere abbia titolo ad esercitarlo in modo arbitrario.</p>
<p style="text-align:justify;">Ai miei esami si parla di democrazia diretta perché quest&#8217;anno, per accidente, c&#8217;è in programma il <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/critone/index.html"><em>Critone</em></a>, un dialogo giovanile di Platone in cui Socrate sostiene che, in un ordinamento legittimo, un cittadino onesto deve rispettare le sentenze dei giudici, perfino quando gli sembrano ingiuste. Una <em><a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/critone/ar01s07.html">res publica</a> - </em>una comunità politica che appartiene a tutti -  si fonda su un sistema di norme condivise:  se i cittadini cominciassero a disobbedire alle sentenze, questo sistema di norme perderebbe la sua autorità e la repubblica cesserebbe di esistere. D&#8217;altra parte, come <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/05/22/che-cose-una-repubblica/">già si diceva</a>, una repubblica è tale se e solo se si costruisce su uno spazio pubblico nel quale i cittadini possono <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/critone/ar01s08.html">muoversi e parlare liberamente</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad Atene c&#8217;era una democrazia diretta, che trattava ciascun cittadino come un <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/apologia/index.html#militanza">militante.</a> Socrate, che faceva discorsi <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/menone/ar01s20.html">assai</a> <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/critone/ar01s03.html">poco</a> democratici, era stato condannato per un <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/apologia/ar01s02.html">reato d&#8217;opinione</a>. Eppure, pur continuando a professare le sue idee, scelse di non sottrarsi né al processo, né all&#8217;esecuzione della sentenza. Perché lo fece? Perché voleva che la sua argomentazione politica e morale conservasse la sua autorevolezza. C&#8217;è - c&#8217;era - una bella differenza fra un <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1942258.html">resistente civile</a>, che opera per essere processato e obbligare il sistema a fare i conti con se stesso, un corruttore furbastro che cerca di sottrarsi alla giustizia e un tiranno che si fa fare leggi e sentenze a suo vantaggio. Ad Atene anche il cittadino comune lo capiva.</p>
<p style="text-align:justify;">Il caso Socrate è stato convenzionalmente attualizzato per illustrare gli esiti totalitari di una democrazia populistica. Ma ad Atene c&#8217;era ancora una democrazia e i cittadini erano ancora cittadini. Ad Atene Socrate ha avuto il privilegio di poter fare un discorso serio e di venir preso sul serio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad Atene si faceva <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dHW2YaReTwY">così</a>.</p>
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		<title>Tra le stelle</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 22:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Kant]]></category>

		<category><![CDATA[umanisti]]></category>

		<category><![CDATA[Rigoni Stern]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è molto di cui avrei voluto scrivere e non ho scritto, in questo periodo di assenza forzata dalla rete. Fra le cose che mi sono rimaste nella tastiera, ne voglio però liberare almeno una - una citazione quasi kantiana di un non-umanista che mi mancherà, Mario Rigoni Stern:
Da che parte è l’Italia, sergentmagiú? – Laggiú, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">C&#8217;è molto di cui avrei voluto scrivere e non ho scritto, in questo periodo di assenza forzata dalla rete. Fra le cose che mi sono rimaste nella tastiera, ne voglio però liberare almeno una - una citazione quasi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kant">kantiana</a> di un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kltRxrxbrJI">non-umanista</a> che mi mancherà, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Rigoni_Stern">Mario Rigoni Stern</a>:</p>
<blockquote><p>Da che parte è l’Italia, sergentmagiú? – Laggiú, vedi? Laggiú laggiú laggiú. La terra è rotonda, Marangoni, e noi siamo fra le stelle. Tutti.</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;">Molti di noi vivono oramai come gli accademici di cui qui mi diverto a narrare, in rarefatte comunità   che dicono tutto tranne quello che si deve dire.  Ma Rigoni - che scriveva solo di quel che sapeva - era uno che con due parole sapeva trovare <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/07/09/la-giusta-proporzione/">la giusta proporzione</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Mario Rigoni Stern è  con noi, tra le stelle.</p>
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		<title>Il professore e il suo collega</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[satira]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un assioma evidente di per se stesso che il collega è, come tale, un asino calzato e vestito, messo in cattedra grazie a un concorso al limite dello scandalo, il quale testimonia il deplorevole stato di corruzione e decadenza dell&#8217;università italiana in generale.
E&#8217;, tuttavia, altrettanto assiomatico che quando il collega viene nella sua città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">E&#8217; un assioma evidente di per se stesso che il collega è, come tale, un asino calzato e vestito, messo in cattedra grazie a un concorso al limite dello scandalo, il quale testimonia il deplorevole stato di corruzione e decadenza dell&#8217;università italiana in generale.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217;, tuttavia, altrettanto assiomatico che quando il collega viene nella sua città a fare una conferenza  - il fatto stesso che sia stato invitato un imbecille come lui è indice del deplorevole stato di corruzione e decadenza dell&#8217;università italiana in generale - il professore debba assistere alla sua <em>performance</em> facendo finta di essere interessato. Perché? Perché il collega, altrimenti, potrebbe opinare che il professore in questione lo ritenga un asino calzato e vestito, la cui assunzione in ruolo prova il deplorevole stato di corruzione e decadenza dell&#8217;università italiana in generale.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; altresì raccomandabile, per lo stesso motivo, presentare finanche il collega  che condivide lo studio con te così: - Ecco Nello Capitello, uno dei maggiori pensatori di questo ufficio dal lato del termosifone. - Il collega, in quanto tale, non capirà mai che tu stai elegantemente suggerendo che ci sarà certamente,  nella sua parte di stanza, qualche <a href="http://www.medicina.it/generale/allerg/acari.htm">acaro della polvere</a> d&#8217;ingegno più alto del suo, perché egli, per definizione, è troppo stupido per farlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Non c&#8217;è contraddizione fra questi due principi? Come può il collega credere che tu gli manifesti una genuina stima scientifica essendo egli, in quanto tale, imbecille per definizione? Semplicissimo: la relazione di colleganza non gode della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Relazione_riflessiva">proprietà riflessiva</a>. Il collega, non essendo collega a se stesso, crede scioccamente di essere l&#8217;<a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/10/13/thats-my-family-its-not-me/">unico intelletto preclaro e meritevole</a> in una mare di colleghi assiomatici. Ovviamente sbaglia, perché egli è collega tuo  - sei tu, dunque, l&#8217;unico intelletto preclaro -, ma non se ne accorge proprio perché, in quanto tale, è troppo stupido per rendersene conto.</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Che cos&#8217;è una repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Kant]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, mentre spiegavo a lezione questo testo di Kant, una studentessa mi sorprese con una domanda.
Per Kant la repubblica - un modo di governare basato sulla rappresentanza e sulla divisione dei poteri - è il miglior antidoto alla guerra.  La scelta bellica è facile se è compiuta da un despota, dotato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Qualche tempo fa, mentre spiegavo a lezione <a href="http://bfp.sp.unipi.it/classici/kantzef.html#id2463425">questo testo</a> di Kant, una studentessa mi sorprese con una domanda.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Kant la repubblica - un modo di governare basato sulla rappresentanza e sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Separazione_dei_poteri">divisione dei poteri </a>- è il miglior antidoto alla guerra.  La scelta bellica è facile se è compiuta da un despota, dotato di un <a href="http://bfp.sp.unipi.it/classici/kantzef.html#treprel">esercito professionale,</a> che non ne subirà le conseguenze; è meno probabile se a deliberarla sono i cittadini, che la patiranno sulla loro pelle. Ma non c&#8217;è contraddizione fra questa tesi e il requisito, repubblicano, della rappresentanza? Un parlamento che vota a favore di un impegno bellico - eventualmente contro l&#8217;opinione pubblica - manda pur sempre in guerra qualcun altro, senza soffrire assolutamente nulla. Certo, quel parlamento potrà essere punito alle elezioni successive, ma anche questo è aleatorio, specialmente se la guerra - occultata in pacchetti di proposte allettanti - è combattuta da soldati non più di leva.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa - come dicono i professori quando non sanno che cosa rispondere - era davvero un&#8217;ottima domanda. Soprattutto perché non potevo cavarmela eliminando la rappresentanza dalla repubblica di Kant, per trasformarla in democrazia diretta.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Kant, se il potere è direttamente in mano alla massa, la sua volontà maggioritaria, credendosi contraddittoriamente identica alla volontà di tutti, sarà fatalmente una volontà dispotica, che si abbatterà sulle minoranze senza rispettare né le forme, né i limiti del diritto. Questo dominio informe si darà difficilmente dei limiti legali, proprio perché il potere della  massa si identifica col potere di tutti: è più facile che a porsi il problema della legittimazione del proprio potere sia un monarca, perché è da solo contro tutti, piuttosto che una maggioranza democratica.</p>
<p style="text-align:justify;">Così, se accettiamo la rappresentanza per timore del populismo, ci esponiamo al rischio di essere rappresentati da delegati che si occupano  esclusivamente dei loro interessi; se abbracciamo la democrazia diretta per timore dell&#8217;oligarchia, ci esponiamo al rischio di venir assoggettati da maggioranze tiranniche. Chi conosce la nostra storia recente sa che queste opzioni non sono  ipotesi di scuola.</p>
<p style="text-align:justify;">Dai testi di Kant è però possibile ricavare una risposta, per esempio partendo da <a href="http://bfp.sp.unipi.it/classici/kantzef.html#id2536076">qui</a>. In una repubblica i rappresentanti possono essere tenuti sotto controllo se c&#8217;è la <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/05/15/debiti-formativi/">libertà dell&#8217;uso pubblico della ragione.</a> Non si tratta di un privilegio per pochi, da qualche pulpito ecclesiastico, accademico e televisivo: è la libertà di informare ed essere informati, di discutere ed essere discussi. C&#8217;è una controprova storica recente, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Vietnam">questa</a>, che mostra come la pressione dell&#8217;opinione pubblica possa indurre a por fine a una guerra deliberata dai rappresentanti sulla pelle dei rappresentati, quando è effettiva questa libertà.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando un regime merita il nome di repubblica? Quando lo si <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm">scrive</a> in una costituzione? Quando si va a votare ogni tanto? Se bastasse questo, la repubblica sarebbe solo uno rituale per farci credere che quanto decidono altri, per i loro interessi, lo decidiamo in realtà noi per i nostri. C&#8217;è molto di più:  non si può avere repubblica - politica o scientifica che sia - senza la libertà della conoscenza. Sembra una banalità. Ma è una banalità talmente banale che, in questo momento, sento il bisogno di dirla.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
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<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/minimacademica.wordpress.com/95/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/minimacademica.wordpress.com/95/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/minimacademica.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/minimacademica.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/minimacademica.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/minimacademica.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/minimacademica.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/minimacademica.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/minimacademica.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/minimacademica.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/minimacademica.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/minimacademica.wordpress.com/95/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=minimacademica.wordpress.com&blog=1139970&post=95&subd=minimacademica&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Oligarchie frattali</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 22:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono andata alla conferenza pisana di presentazione dell&#8217;ultimo libro di Marco Travaglio. Non ero interessata tanto a sentire lui - che posso leggere comodamente sul suo blog - quanto a vedere il pubblico. La Leopolda Storica era completamente piena, con la gente seduta per terra perfino dietro al tavolo riservato agli oratori, e moltissimi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Sono andata alla <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/254386">conferenza pisana</a> di presentazione dell&#8217;<a href="http://www.chiarelettere.it/?id_blogdoc=1846182">ultimo libro</a> di Marco Travaglio. Non ero interessata tanto a sentire lui - che posso leggere comodamente sul suo <em>blog</em> - quanto a vedere il pubblico. La <a href="http://www.leopolda.it/storica.php">Leopolda Storica</a> era completamente piena, con la gente seduta per terra perfino dietro al tavolo riservato agli oratori, e moltissimi in piedi agli altri tre lati della sala. A occhio almeno i due terzi degli ascoltatori, in questa folla straripante, erano giovani. Giovani che hanno ascoltato con grande partecipazione, in posizioni per lo più scomode, una conferenza che ha superato le due ore, su temi seri come <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/05/passaparola_in.html#more">questo</a>, <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1912442.html">questo</a>, <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1909098.html">questo</a> o <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1911942.html">questo</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è da rifletterci sopra. Ci stanno facendo una domanda a cui nessuna persona sola può dar risposta.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Travaglio, il problema fondamentale dell&#8217;Italia - quello da cui derivano <a href="http://www.lorologiaiomiope.com/?p=299">tutti gli altri</a> - è la corruzione strutturale delle classi dirigenti. Se si allentano, per gli amici, i rigori della legge, la nostra costituzione - la costituzione di uno stato di diritto - obbliga ad allentarli per tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ne deriva - continuo io - un sistema di oligarchie <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frattale"> frattali</a>, che coinvolge tutti quelli che hanno un briciolo di potere e se lo vogliono conservare, nell&#8217;impotenza della legge e nella lotta di tutti contro tutti. Il risultato - nel microcosmo accademico su cui qui mi diverto a fare letteratura - è <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/07/20/briciole-di-galateo-accademico/">la privatizzazione dell&#8217;uso pubblico della ragione</a>: da noi è pericoloso perfino dire quello che si pensa veramente di un libro in una recensione, perché ciò verrebbe scambiato per un <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/01/26/il-dialogo-impossibile/">attacco personale</a>.  Nel macrocosmo politico, a quanto pare, succede esattamente <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1911942.html">lo stesso</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Così avviene che il medesimo fatto, &#8220;<a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080515085241AAKhELm">chiuso in un libro</a>&#8221; [*], si possa liberamente raccontare, purché rimanga nascosto, e che diventi una pietra dello scandalo non appena lo si porta davanti a un pubblico più ampio, per esempio riferendolo in televisione. Io stessa, nel 2003, ho tranquillamente spiegato agli studenti il <em><a title="Discorso di Pericle sulla democrazia" href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/apologia/index.html#id2478189">logos epitaphios</a> </em>di Pericle quasi nello stesso momento in cui la Rai <a title="Logos epitaphios nella versione di Paolo Rossi" href="http://www.youtube.com/watch?v=8QWILvlI0es">lo</a> <a href="http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/spettacoli_e_cultura/domenicarossi/domenicarossi/domenicarossi.html">censurava</a>, con i suoi due millenni e mezzo di storia.</p>
<p style="text-align:justify;">Le oligarchie sembrano <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/06/19/studi-cartacei/">temere</a> la <a href="http://bfp.sp.unipi.it/~pievatolo/lm/professore.html">pubblicazione ad accesso aperto</a>, perfino nelle sue forme più unilaterali e più rozze, non appena diventi una vera <em>pubblica azione</em>. In effetti, il modo in cui si diffondono le idee è parte di una medesima questione, politica e cognitiva a un tempo, nel macrocosmo e nel microcosmo: quella del rapporto fra sapere e istituzione.</p>
<p style="text-align:justify;">[*] Travaglio  ha usato l&#8217;espressione &#8220;chiuso in un libro&#8221; proprio come <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/earlham/dGCQ/~3/295341057/in-journal.html">Michael Ellis, del Center for Earthquake Research and Information  dell&#8217;università di Memphis</a>,  usa l&#8217;espressione &#8220;locked in an academic journal&#8221;, a proposito di un suo studio di meno di un anno fa che prevedeva la possibilità di un forte terremoto nella regione cinese del <a href="http://earthquake.usgs.gov/eqcenter/eqinthenews/2008/us2008ryan/">Sichuan</a>: una informazione che nessuno conosceva perché se ne stava - appunto - rinchiusa in una rivista accademica &#8230;.</p>
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		<title>Debiti formativi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 22:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[libertà di parola]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua da Le coltri della storia


Che cos&#8217;è l&#8217;Illuminismo? Immanuel Kant rispondeva così: è imparare a pensare da sé, senza tutori. Per gli individui isolati fare questo esercizio è difficile, ma per un pubblico - se lasciato libero - è quasi inevitabile. &#8220;Poiché, perfino fra i tutori ufficiali della grande massa, ci sarà sempre qualche libero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Continua da <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/05/08/le-coltri-della-storia/">Le coltri della storia</a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Che cos&#8217;è l&#8217;Illuminismo? Immanuel Kant <a href="http://bfp.sp.unipi.it/classici/illu.html">rispondeva</a> così: è imparare a pensare da sé, senza tutori. Per gli individui isolati fare questo esercizio è difficile, ma per un pubblico - se lasciato libero - è quasi inevitabile. &#8220;Poiché, perfino fra i tutori ufficiali della grande massa, ci sarà sempre qualche libero pensatore che, liberatosi dal giogo della minorità, diffonderà lo spirito di una stima razionale del proprio valore e della vocazione di ogni essere umano<sup> </sup>a pensare da sé&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La libertà del pubblico si identifica per Kant con la libertà dell&#8217;uso pubblico della ragione: una libertà che non è per pochi, ma per chiunque voglia fare un discorso serio, rivolto a tutti. Nella sua società dei cittadini del mondo non ci sono pulpiti privilegiati: chiunque può parlare; tutti, allo stesso modo, possono informare ed essere informati, discutere ed essere discussi. I pensatori liberi servono solo da stimolo agli altri: se politici, giornalisti. ecclesiastici o professori universitari si ergessero a tutori, usciremmo dal rischiaramento e ricadremmo nel mondo dei minorenni.  Di fronte a un pubblico che può essere passivamente illuminato, ma non  è in grado di illuminarsi da sé,  si comincerebbe inevitabilmente a discutere su <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html">che cosa</a> i tutori possono o no dirgli. Se invece fossimo tutti pari nel dibattito, l&#8217;unico limite sarebbe la confutazione reciproca. Che funziona bene, dove c&#8217;è libertà di parola: una persona di media cultura, frequentando<a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/07/16/gli-allegri-chirughi/"> i gruppi di discussione tematici</a>,  riuscirà probabilmente a capire da sé se il cancro si cura meglio con la chemioterapia o col bicarbonato.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;illuminismo non è soltanto un&#8217;idea ad uso dei pochi abitanti del mondo delle idee: c&#8217;è una bella differenza  - in moneta sonante - fra chi compra o vende una casa avendo avuto la possibilità di apprendere <a href="http://bollaimmobiliare.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7486681">queste cose</a> e chi lo deve fare ignorandole. C&#8217;è una bella differenza fra un sistema di informazione in cui è facile sapere se un politico <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/replica-travaglio/replica-travaglio.html">ha avuto frequentazioni criminali</a> o comportamenti disinvolti con i soldi delle mie tasse e uno in cui queste vicende divengono note soltanto a un&#8217;<em>élite</em> o, nel caso, ridotte a bagatelle.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;illuminismo, da noi, non è un progetto banale. Gli intellettuali possono storcere il naso di fronte al <a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=7479">cyberpopulismo</a>, o impegnarsi, proprio <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/istruttoria-contro-rai/istruttoria-contro-rai.html">in questo momento</a>, in un dibattito  sui <a href="http://blogs.it/0100206/2008/05/13.html#a7930">professionisti dell&#8217;indignazione</a>, eventualmente opinando che le <em>voces clamantium in deserto</em>, dei Grillo o dei <a href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/">Travaglio,</a> non sono perfettamente cristalline, come se il problema principale fosse il loro timbro e non il <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2008/04/15/concorso-di-colpa/">nostro deserto</a>, il loro rumore e non il nostro silenzio.</p>
<p style="text-align:justify;">In un paese senza debiti formativi,  non occorrerebbe indossare l&#8217;aureola degli eroi per essere cronisti bravi  e brillanti autori satirici.</p>
<p style="text-align:justify;">Che oggi a riconoscere l&#8217;importanza della libertà dell&#8217;uso pubblico della ragione sia <a href="http://www2.beppegrillo.it/v2day/">un comico</a> - che i buffoni facciano i filosofi - potrebbe pure essere un segno confortante di progresso verso il meglio. Soprattutto se evitiamo di chiederci che cosa fanno i filosofi, invece.</p>
<p style="text-align:justify;">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/minimacademica.wordpress.com/94/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/minimacademica.wordpress.com/94/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/minimacademica.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/minimacademica.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/minimacademica.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/minimacademica.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/minimacademica.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/minimacademica.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/minimacademica.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/minimacademica.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/minimacademica.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/minimacademica.wordpress.com/94/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=minimacademica.wordpress.com&blog=1139970&post=94&subd=minimacademica&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Filosofare è un po&#8217; copiare&#8221;</title>
		<link>http://minimacademica.wordpress.com/2008/05/11/filosofare-e-un-po-copiare/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 14:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>minimacademica</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[accesso aperto]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi l&#8217;ha detto? Non l&#8217;ho detto io: l&#8217;ha dichiarato Gianni Vattimo, in difesa del collega Umberto Galimberti accusato di plagio. La copiatura, nelle cosiddette scienze umane, sarebbe normale e neppure tanto grave, a voler credere al virgolettato del Corriere della Sera:
Capisco se fossimo scienziati in corsa per il Nobel e ci rubassimo i brevetti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Chi l&#8217;ha detto? <a href="http://minimacademica.wordpress.com/2007/09/16/io-sono-originale/">Non l&#8217;ho detto io</a>: l&#8217;ha <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/aprile/23/Vattimo_Che_torto_Galimberti_Filosofare_co_9_080423121.shtml">dichiarato</a> Gianni Vattimo, in difesa del collega Umberto Galimberti <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_18/platone_Galimberti_brani_fotocopia_33ce23a8-0d0f-11dd-9f4c-00144f486ba6.shtml">accusato di plagio</a>. La copiatura, nelle cosiddette scienze umane, sarebbe normale e neppure tanto grave, a voler credere al virgolettato del <em>Corriere della Sera</em>:</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Capisco se fossimo scienziati in corsa per il Nobel e ci rubassimo i brevetti per curare il cancro ma i nostri sono solo pensieri.</p>
<p style="text-align:justify;">E ancora:</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Il sapere umanistico è retorico. Non dico che sia aria fritta, ma è tutto argomentativo. Noi si lavora su altri testi, si commenta. Platone e Aristotele sono stati saccheggiati da tutti. Nei saperi umanistici, dal diritto e alla teologia, è tutto un glossare. C&#8217; è chi copia dagli altri e chi da se stesso.</p>
<p style="text-align:justify;">Per Vattimo, in altre parole, sembra scontato che la ricerca scientifica seria sia protetta da una robusta proprietà intellettuale, perfino nel campo dei farmaci salvavita - con la conseguenza che, nei paesi privi di un sistema sanitario nazionale, ci sarà qualcuno che dovrà morire perché non può permettersi la cura.  In ambito umanistico, di contro, il problema della proprietà intellettuale non si pone, perché esso consiste in una stratificazione di citazioni, commenti, glosse, compendi e anche franchissime copiature.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;idea che la ricerca scientifica &#8220;dura&#8221; sia per sua natura originale e &#8220;dunque&#8221; soggetta  a monopoli, mentre gli studi umanistici - tendenzialmente retorici - non lo siano è piuttosto discutibile. In generale, una tesi è scientifica quando è in grado di trasformarsi in un discorso comune: quando viene offerta alla pubblica discussione, viene verificata in esperimenti ripetibili e riesce ad essere parte di argomentazioni altrui, dimostrando di non essere soltanto originalissima aria fritta.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma quale dovrebbe essere il regime di testi che si intendono come copiature - o addirittura plagi - sedimentate nei millenni? Esiodo, che non si rappresentava come autore ma come <a href="http://bfp.sp.unipi.it/dida/invpol/esiodo.htm">esecutore non originale</a>, non limitava la libertà di riprodurre la sua opera: se i poeti antichi si facevano pagare, si facevano pagare solo per lo spettacolo del loro canto. Similmente ci aspetteremmo che i libri dei filosofi-copisti non fossero in regime di <em>copyright:</em> non si remunera un retore per la novità del suo pensiero - ha copiato tutto -  ma solo per la finezza del suo dire, se viene a dar spettacolo da noi. Qual è il regime delle opere di Vattimo?</p>
<p style="text-align:justify;">Per rispondere a questa domanda, è sufficiente guardare il suo <a href="http://www.giannivattimo.it">sito personale</a>, senza fare altre ricerche.  Non è importante, in questo caso, sapere quanti lavori di Vattimo  si possono effettivamente trovare in rete, ma solo quale politica di distribuzione egli ha scelto di adottare. Sul sito troviamo un <em>link</em> <a href="http://www.giannivattimo.it/menu/f_pubbl.html">Pubblicazioni</a> dal quale si accede - liberamente - a un gran numero di recensioni e articoli di politica, di attualità e di varia umanità.  Se non ci si fa distrarre dalla piccolissima rivendicazione di <em>copyright</em> del <em>frame</em> in basso, il Vattimo pubblicista è una persona abbastanza coerente.  Lo è anche il Vattimo professore? Se si fa una ricerca nella sua sezione <a href="http://www.giannivattimo.it/DB/bibliografia.php3">Bibliografia</a> impostando il massimo intervallo temporale possibile (1961-2007), si scopre che neppure una delle sue opere accademiche è ad accesso aperto.  E se per curiosità si guarda la <a href="http://venus.unive.it/philo/index.php?module=pagemaster&amp;PAGE_user_op=view_page&amp;PAGE_id=44"><em>home page</em></a> di Galimberti, illustrata da una fotografia in bianco e nero che lo ritrae in una espressione intensamente pensosa,  si rimane altrettanto delusi: niente di suo è stato reso disponibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Qui c&#8217;è qualcuno che tiene i piedi su due staffe.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/minimacademica.wordpress.com/93/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/minimacademica.wordpress.com/93/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/minimacademica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/minimacademica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/minimacademica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/minimacademica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/minimacademica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/minimacademica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/minimacademica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/minimacademica.wordpress.com/93/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/minimacademica.wordpress.com/93/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/minimacademica.wordpress.com/93/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=minimacademica.wordpress.com&blog=1139970&post=93&subd=minimacademica&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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