“Potessero, chiederebbero la carta d’identità a chiunque parla in pubblico”

Leggo questa notizia, tanto ripetitiva quanto allarmante, a proposito di una proposta di legge governativa che imporrebbe la registrazione – e dunque un aggravio di burocrazia e di spese – a tutti i siti web non aziendali, anche non a scopo di lucro. Si veda anche l’articolo di “Punto informatico”, nonché quello di “Repubblica”.

Una simile normativa, se diventerà legge, renderà anche la pubblicazione accademica ad accesso aperto più difficile e costosa.

A settembre ho sentito la sottosegretaria Magnolfi, alla conferenza padovana, celebrare le virtù dell’accesso aperto senza parlare di obblighi di registrazione. A ottobre il suo governo – in coerenza con una allarmante tradizione – approva una cosa del genere.

La mano destra non sa che cosa fa la sinistra, oppure – come temo – lo sa benissimo e la vuole semplicemente tagliare?

Aggiornamento

Sì, a quanto pare la destra non sa quello che fa la sinistra. O viceversa.

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