Dum Romae consulitur…

Il senato degli Stati Uniti ha approvato una legge che rende obbligatorio ai ricercatori finanziati dal National Health Institute il deposito dei loro articoli usciti su riviste peer reviewed, dopo dodici mesi dalla pubblicazione, in PubMed Central, il database on-line della National Library of Medicine. La legge, che si armonizza con una simile disposizione già approvata dall’altro ramo del parlamento, è un passo fondamentale nella via della pubblicazione ad accesso aperto detta dagli addetti ai lavori “green road”, che consiste nella archiviazione pubblica di testi già usciti su riviste ad accesso riservato.

La legge, che ha resistito a due tentativi di emendamento promossi da un senatore finanziato, a quanto pare, dalla multinazionale dell’editoria scientifica Elsevier, si basa sull’ovvio principio che ciò che è pagato con denaro pubblico deve essere reso pubblico. Si pensa, però. che su questo ovvio principio il presidente Bush potrà apporre il suo veto: tanto contano gli interessi dei pochi rispetto a quelli dei molti.

Intanto, in Italia, non si discute certo dell’opportunità di aprire l’accesso a informazioni, pagate dal contribuente, che possono salvare delle vite. Noi preferiamo di gran lunga discettare sulla questione se il blog dei quattro amici al bar debba o no iscriversi a un registro.

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