Passi, grandi e piccoli

Negli USA il presidente Bush ha firmato la legge che impone il deposito degli articoli prodotti da ricercatori pubblicamente finanziati in archivi ad accesso aperto, che li renderanno liberamente consultabili entro 12 mesi dalla loro uscita sulle riviste commerciali.

In Italia, la Crui ha approvato le linee guida per il deposito delle tesi di dottorato in archivi aperti. Il legislatore americano obbliga alla pubblicità la ricerca pubblicamente finanziata, sulla base del principio elementare secondo cui il contribuente ha diritto a mettere le mani su quello che ha pagato. In Italia, di contro, le linee guida vengono semplicemente proposte all’adozione volontaria delle singole università. Non si può fare di più, in assenza di una legge. Forse il contribuente italiano ha, rispetto a quello americano, meno diritto a mettere le mani su quanto ha già pagato?

A quanto sembra, in Italia ci si occupa assai poco della trasparenza della ricerca e ancor meno della trasparenza della sua valutazione. Alla Camera si sta discutendo un progetto di riforma dei concorsi per professori ordinari e associati che li farebbe svolgere in tre fasi:

  • una commissione nazionale valuta l’idoneità scientifica del candidato;
  • una commissione locale fa, localmente, vincere il concorso a qualcuno che è stato dichiarato idoneo;
  • una autorità nazionale per la valutazione giudica successivamente della qualità della didattica e della ricerca, determinando di conseguenza anche una quota dii finanziamenti pubblici spettanti a ciascuna istituzione.
La carriera accademica, come sempre, sarà governata nel suo cuore dalle oligarchie locali, cui si aggiungeranno, prima e dopo. un paio di oligarchie nazionali. Un sistema di pubblicazione e di valutazione distribuito e trasparente – il giudizio del tribunale di Atene – rischia di essere, in questo sistema, completamente inutile.
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