Giavazzi e la “stabilizzazione per decreto”

In un articolo di cui ho già parlato, Giavazzi scrive, a proposito delle rivendicazioni dei ricercatori precari:  “Qui invece si chiede la stabilizzazione per decreto senza neppure che sia necessario aver conseguito il dottorato”.

Bene. Mi piacerebbe sapere quali sono le sue fonti.

A me risulta – come si può vedere da questa ipotesi di piattaforma – che i ricercatori precari chiedano essenzialmente due cose:

– un contratto unificato di ricercatore a tempo determinato, che regoli e riconosca il lavoro occulto, ma indispensabile, attualmente svolto dai precari;

– un sistema serio di concorsi che successivamente permettano, a chi se lo merita, l’accesso al ruolo a tempo indeterminato.

Le grandi sanatorie che impongono assunzioni ope legis spostano semplicemente il problema del precariato dalla generazione precedente alla generazione successiva. La sanatoria del 1981 ha già fatto assaggiare a molti studiosi della mia età il sapore volatile della precarietà. Che sia ingiusto macellare i giovani per darli in pasto ai vecchi lo sappiamo tutti benissimo, per esperienza personale.

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