Kant: sette scritti politici liberi

Rieccomi, dopo più di due anni. Sono sparita perché volevo mostrare che era possibile fare quello che qui dicevo, non dicendolo, al modo degli scolastici, bensì facendolo.

E’ inutile parlare di accesso aperto alla letteratura di ricerca, se poi non lo si pratica davvero.  Se non lo si pratica  nelle cosiddette  monografie che, pubblicate ad accesso chiuso, si ricoprono di polvere nelle biblioteche.  Se non lo si pratica nelle traduzioni dei classici, che, quando rimangono sottoposte al copyright tradizionale,  costringono generazioni di traduttori a ripetere il lavoro di Sisifo, come cerco di spiegare dettagliatamente qui.

La mia dimostrazione – una traduzione libera e commentata degli scritti politici di Kant – è visibile in anteprima a questo indirizzo:

http://bfp.sp.unipi.it/dida/kant_7

Anche se il testo nel suo complesso è sottoposto a una licenza Creative Commons più restrittiva, le traduzioni dei singoli saggi sono soggette a una licenza cc-by-sa. Questo permette a chiunque di cambiarle e ridistribuirle purché mantenendo i medesimi diritti, senza aspettare i settant’anni dopo la mia morte.

Ho speso bene questi due anni?

Io non so rispondere a questa domanda. Ma il mio lavoro, se continuerà a vivere quando io sarò diventata polvere, forse potrà farlo.

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2 commenti to “Kant: sette scritti politici liberi”

  1. Vedo solo che hai ripreso a scrivere. E’ un piacere rileggerti.

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