Lettera aperta sull’accesso aperto: che cosa ha fatto l’università di Pisa (2)

Segue da:  Lettera aperta sull’accesso aperto: i princìpi (1)

Nel 2003 i princìpi della pubblicazione ad accesso aperto sono stati fatti propri, con la Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities,  dalle più importanti istituzioni scientifiche europee.  A partire dal 2004 il Documento italiano a sostegno della Dichiarazione di Berlino ha annunciato l’adesione della Conferenza dei rettori delle università italiane e quindi della quasi totalità degli atenei nazionali. Anche l’università di Pisa  ha messo la sua firma. Però, quando si parla di accesso aperto, pochissimi professori hanno idea di che cosa sia.  Una cosa è firmare, un’altra è fare e un’altra ancora  far sapere.

Una lettera aperta sull’accesso aperto deve quindi innanzitutto spiegare che cosa ha fatto l’università di Pisa, e che cosa anc0ra si potrebbe fare.

1. eprints.adm.unipi.it è il nostro archivio elettronico di ateneo. Il modo più semplice per praticare l’accesso aperto è depositare i nostri articoli pubblicati altrove nel nostro archivio istituzionale, in modo tale che divengano pubblicamente visibili, e dunque molto più citabili di quanto è pubblicato ad accesso chiuso. L’articolo 42 della legge italiana sul diritto d’autore permette agli autori, salvo diversi accordi, di riprodurre i loro articoli altrove, purché indichino sede e data della prima pubblicazione. E come risulta dal database Sherpa/Romeo. Publisher copyright policies & self-archiving, ormai buona parte degli editori scientifici internazionali permettono una qualche forma di auto-archiviazione: il vento dell’Open Access, altrove, non ha soffiato invano.

Però, se nessuno conosce la sua esistenza e se nessuno è incoraggiato a riempirlo, per esempio con incentivi in sede di valutazione della ricerca, l’archivio di ateneo è destinato a rimanere semi-vuoto.

2.etd.adm.unipi.it è il nostro archivio elettronico ad accesso aperto delle tesi e dissertazioni discusse in ateneo, dalla laurea triennale fino al dottorato. Il deposito delle tesi di dottorato, in particolare, è dal 2010 condizione indispensabile per ottenere la certificazione del titolo di dottore di ricerca.

In ateneo esistono altre iniziative, legate a scelte individuali o particolari. Quello che ancora manca, al di sopra delle tesi di dottorato, è la massa critica prodotta da una politica di valutazione della ricerca e di disseminazione del sapere unitaria, organica e coerente, e dalla consapevolezza dei docenti. Per questo si caldeggia l’adozione di una norma statutaria, a cui possa far seguito, se necessario, un regolamento adeguato.

Continua in:  Lettera aperta sull’accesso aperto: gli strumenti (3)

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