Dodici comandamenti per l’accesso aperto

Qualche tempo fa avevo scritto un articolo dedicato alla politica della citazione nelle opere ad accesso aperto. Mi era stato allora chiesto una specie di decalogo che abbracciasse tutta l’attività di ricerca, per l’uso degli studiosi che desiderassero praticare e promuovere l’accesso aperto non soltanto a parole. Ho visto che qualcun altro ha già fatto qualcosa di simile: ho liberamente adattato il suo lavoro alla situazione italiana, qui.

L’autrice del testo a cui mi sono ispirata sta facendo una carriera accademica velocissima – qualcosa che in Italia è possibile solo ai Michel Martone – ma dicendo con franchezza quello che pensa. Ho scelto di conservare il suo tono anche se dalle nostre parti la franchezza è un rischio e non un merito.

Da noi, però, c’è un articolo 33 della costituzione alla cui luce si dovrebbe valutare – anche davanti a un giudice – se una ricerca liberamente accessibile e quindi pubblicamente criticabile e controllabile sia meno “scientifica” di una privatizzata, inaccessibile, protetta da barriere economiche ingiustificabili e custodita da minoranze in conflitto d’interessi.

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