Don’t hate the aggregator: become the aggregator

Le riviste ad accesso aperto che si intendono come collaterali alla ricerca possono permettersi di essere gratuite sia per chi le legge sia per chi le scrive.

Se essere poveri e oscuri fosse solo il prezzo della libertà, potremmo essere disposti a pagarlo con orgoglio. Ma per sopravvivere in un mondo accademico sempre più inquinato da modelli aziendalistici ed esposto alle forme più ottuse e autoritarie di valutazione della ricerca, dovremmo diventare grossi, e quindi costretti a procedure non più artigianali, bensì industriali, e quindi costosi per gli autori, se non per i lettori.

Come si esce dal dilemma? Ci sarebbe una soluzione semplice, che permetterebbe di essere a un tempo piccoli e grandi, rimanendo gratuiti. Ne parlo qui.

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