Posts tagged ‘Bollettino telematico di filosofia politica’

1 maggio, 2017

Camminare davanti a Zenone: un esperimento di revisione paritaria aperta

Raffaello, Particolare della Scuola di AteneLa revisione paritaria (peer review) è una parte importante della procedura che conduce alla pubblicazione di un articolo in una rivista scientifica tradizionale, costruita e pensata per la tecnologia della stampa. A due o più studiosi di campi disciplinarmente pertinenti, selezionati discrezionalmente dalla redazione della rivista e protetti dall’anonimato, viene chiesto di pronunciarsi ex ante sulla pubblicabilità di un testo. Quanto i revisori scartano non vede la luce; e, analogamente, rimangono nell’ombra i loro pareri e la loro eventuale conversazione con gli autori, che ha luogo solo per interposta persona.

La revisione paritaria aperta ed ex post consente invece di rendere pubblica l’intera discussione e di riconoscere il merito dei revisori, i quali, come gli autori, rinunciano all’anonimato.

In questo spirito, il Bollettino telematico di filosofia politica propone alla revisione paritaria aperta due articoli appena pubblicati:

Questo è solo l’inizio:  l’articolo continua qui.

17 ottobre, 2012

Smanettando con la filosofia

Costruiamo estensioni per il vostro essere, come occhi e orecchi remoti (web-cam e telefoni cellulari) e memorie espanse (la massa di minuzie che si può cercare online). Esse diventano le strutture con cui vi connettete al mondo e agli altri. Queste strutture, a loro volta, possono cambiare il modo in cui concepite voi stessi e il mondo. Smanettiamo con la vostra filosofia manipolando direttamente la vostra esperienza cognitiva, non indirettamente, tramite l’argomentazione. Basta un minuscolo gruppo di ingegneri per creare una tecnologia in grado di dar forma, a incredibile velocità, a tutto il futuro dell’esperienza umana. Perciò sviluppatori e utenti dovrebbero fare le discussioni fondamentali sulla relazione umana con la tecnologia prima di progettare tali manipolazioni (J. Lanier, You are not a Gadget, cap. I).

La citazione è tratta da un libro veramente interessante, che non avrei mai avuto occasione di leggere se non frequentassi – in queste ore notturne – ambienti alternativi a quelli accademici. Ne parlo, per l’uso degli insonni, qui.

8 gennaio, 2012

Ricercatori di successo

Quando i genitivi soggettivi diventano oggettivi.

Continua sul “Bollettino telematico di filosofia politica”, a questo indirizzo.

7 dicembre, 2011

La coscienza politica degli studiosi

Ho segnalato qui un articolo di Francesca Di Donato sulla respublica literaria nell’Illuminismo tedesco. Il tema può sembrare un po’ astruso, ma lo spettacolo di studiosi che riflettono in pubblico e con consapevolezza teorica sull’ordinamento delle loro comunità non lo è affatto, soprattutto se lo usiamo come termine di confronto per capire quello che facciamo – o potremmo fare – noi oggi.

17 maggio, 2011

Il filtro e la censura: la via dell’overlay journal

Nel mondo della stampa, la pubblicazione scientifica doveva essere preceduta da una selezione chiamata peer review (revisione paritaria) perché sarebbe stato tecnicamente ed economicamente impossibile stampare tutto.  Uno degli effetti collaterali di questa necessità era – ed è – un sistema la cui trasparenza lascia a desiderare. La selezione avviene prima della pubblicazione, e quindi lontano dagli occhi del pubblico, in un tribunale notturno esposto al rischio di trasformarsi nel tribunale di Kafka. Questo rischio è tanto più probabile quanto più una comunità scientifica si allontana dalle condizioni ottimali del funzionamento dei commons, riscoperte da  Elinor Ostrom.

La stampa cartacea, per i suoi limiti tecnologici ed economici, obbligava a unire a un atto di selezione (“penso che questo testo sia scientificamente valido”) a un atto di censura (“e quindi non lo pubblico”). La rete non ha più questi limiti tecnologici ed economici: perché, in rete, dobbiamo fare delle riviste che si comportano come se li avessero?

L‘overlay journal è una rivista- copertina che recensisce  e  segnala,  sulla base di una revisione paritaria, articoli ad accesso aperto depositati altrove.  Che filtra, cioè, senza censurare, perché filtro e censura non sono la stessa cosa. Non lo sono mai stati concettualmente, come ha ben spiegato Giovanni Cerri leggendo Platone, e non lo sono più neppure tecnicamente. Anzi, è anche possibile rendere trasparente l’intera procedura della selezione: se tutto è già pubblicato, chiunque può rendersi conto di come opera una rivista-copertina, andando a controllare che cosa viene trascelto dall‘archivio aperto di riferimento.

Questa via è la via che il “Bollettino telematico di filosofia politica” ha scelto di imboccare. Le cosiddette scienze umane sono generalmente prive di rigorosi paradigmi disciplinari comuni, e mancano, come mostrano benissimo certi casi di cronaca,  di comunità scientifiche vigili e aperte in grado di controllare informalmente la fase oscura della revisione paritaria.  Per questo è qui assolutamente vitale che il filtro e la censura siano rigorosamente distinti, così da non trasformare la funzione editoriale in un puro esercizio di potere.  Queste sono le nostre procedure di pubblicazione,  questo è il loro senso, e  questo – contenuto nella mia prima segnalazione – è il loro valore. Uscire dalle cristallizzazioni oligarchiche è possibile, perfino ora, perfino qui. Basterebbe soltanto volerlo fare.