8 giugno, 2013

Quanto ci costano le riviste scientifiche? Un esperimento di crowdsourcing

Per serial crisis i bibliotecari intendono l’aumento continuo e sproporzionato dei prezzi delle riviste scientifiche più importanti – i cosiddetti core journals – iniziato nell’ultimo quarto del secolo scorso.  Le sue cause e le sue conseguenze sono state oggetto di numerosi studi, fra i quali quello di J.-C. Guédon  tradotto  da noi qualche anno fa.

Anche se molti sistemi bibliotecari di ateneo rendono pubblici i propri bilanci,  i dati italiani su questo fenomeno sono parziali,  sepolti in formati poco amichevoli e non sempre freschissimi.  Però, dopo il 18 marzo 2013, dati e documenti offerti online dalle amministrazioni pubbliche devono essere intesi come aperti di default,  a meno che una licenza d’uso esplicita non stabilisca altrimenti.

Stando così le cose,  diventa possibile sperimentare una sorta di crowdsourcing di dati già pubblici,  in attesa di qualcosa di più organico fornito dai grandi consorzi di acquisto come CARE e CIPE, o dallo stesso MIUR. Il nostro scopo è dare una risposta semplice a una domanda semplice, basandoci su dati italiani e non americani.

Per partecipare all’esperimento, continua a leggere qui.

12 maggio, 2013

XML Docbook to Mediawiki Converter

E’ uno script in Perl di Stefano Selleri,  modificato da me per convertire la matrice xml-docbook delle mie traduzioni di Kant nel markup di MediaWiki, così da trasferirle  più facilmente su Wikisource.

L’ho reso disponibile qui.

29 aprile, 2013

Metajournals. A federalist proposal for scholarly communication and data aggregation

While the EU is building an open access infrastructure of archives (e.g. Openaire) and it is trying to implement it in the Horizon 2020 program, the gap between the tools and the human beings – researchers, citizen scientists, students, ordinary people – is still wide. The necessity to dictate open access publishing as a mandate for the EU funded research – ten years after the BOAI – is an obvious symptom of it: there is a chasm between the net and the public use of reason. To escalate the advancement and the reuse of research, we should federate the multitude of already existing open access journals in federal open overlay journals that receive their contents from the member journals and boost it with their aggregation power and their semantic web tools. The article contains both the theoretical basis and the guidelines for a project whose goals are:

1. making open access journals visible, highly cited and powerful, by federating them into wide disciplinary overlay journals;

2. avoiding the traps of the “authors pay” open access business model, by exploiting one of the virtue of federalism: the federate journals can remain little and affordable, if they gain visibility from the power of the federal overlay journal aggregating them;

3. enriching the overlay journals both through semantic annotation tools and by means of open platforms dedicated to host ex post peer review and experts comments;

4. making the selection and evaluation processes and their resulting data as much as possible public and open, to avoid the pitfalls (e. g, the serials price crisis) experienced by the closed access publishing model. It is about time to free academic publishing from its expensive walled gardens and to put to test the tools that can help us to transform it in one open forest, with one hundred flowers – and one hundred trailblazers.

To download the full-text article,  see here, here or here.

21 marzo, 2013

Lo Ione di Platone

Ho festeggiato la giornata mondiale della poesia pubblicando un ipertesto platonico appropriato,  per l’uso libero degli studenti pisani e di tutti gli altri.  Si può cominciare a leggere da qui.

19 febbraio, 2013

Protagora e la filosofia delle comunità scientifiche

Platone merita di essere letto perché tratta quello che molti accademici, oggi, praticano soltanto: le leggi non scritte della nostra discussione. Nel Protagora, per esempio,  c’è uno confronto durissimo fra Socrate e il sofista che vale tuttora la pena di considerare, se, almeno, si vuole fare filosofia su se stessi invece di infliggerla agli altri. Ne parlo qui.

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