Archive for ‘uso pubblico della ragione’

16 marzo, 2016

VQR: la sottomissione della mia amministrazione

Nel comunicato con cui l’ANVUR dichiara conclusa la sottomissione dell’università italiana sono inclusa tra gli ubbidienti. L’atto di sottomissione, però,  è stato compiuto dalla mia amministrazione e non da me.

Per assicurare, per quanto è in mio potere, la trasparenza per la quale l’ANVUR non brilla, racconto qui che il testo amministrativamente sottoposto alla VQR è la versione, cartacea e quindi meno aggiornata, di questo ipertesto, già da tempo esposto all’uso pubblico della ragione. Come già fatto la volta scorsa con esiti piuttosto interessanti, mi impegno a render pubblici qui i risultati della VQR subita dal mio testo anche e soprattutto se fossero negativi.

Questa volta, in più, scriverò una lettera aperta alla Società italiana di filosofia politica per farle sapere che e perché condivido tutte le richieste delle petizione #stopVQR e per segnalare al mio anonimo revisore che può guadagnarsi i suoi 30 euro senza addentrarsi in improduttive questioni di filologia kantiana, semplicemente rilevando la devianza ideologica dell’introduzione del volume del quale dovrà valutare, di nascosto, la Qualità dell’Obbedienza.

16 febbraio, 2016

Diritto di ripubblicazione in ambito scientifico: proposta di modifica alla legge sul diritto d’autore

Ci sono studiosi che lavorano perché la scienza sia aperta e libera, invece che povera, chiusa, e stretta distopicamente nella tenaglia  del big business e del big government. L’AISA propone alla consultazione pubblica una modifica alla legge sul diritto d’autore per garantire almeno ai ricercatori finanziati dai contribuenti un diritto di ripubblicazione in ambito scientifico – vale la dire la facoltà di mettere a disposizione di tutti, dopo un tempo ragionevolmente breve, articoli e saggi il cui copyright è stato ceduto agli editori.

Non è un’utopia: una norma simile  è già vigente in Germania e in Olanda. La proposta è qui: chi ha suggerimenti per renderla migliore ce lo faccia sapere.  Vogliamo essere valutati.

3 ottobre, 2015

Sulla revisione paritaria anonima

L’anonimità dell’esaminatore è […] un’idea sciocca e scandalosa. Chi deve firmare un giudizio e quindi mettere in gioco la propria rispettabilità sta bene attento a quel che scrive, mentre – e si potrebbe produrre un gran numero di esempi al riguardo – un recensore anonimo può permettersi il lusso di emettere giudizi affrettati, superficiali o anche di fare affermazioni palesemente sbagliate, con gli intenti più disparati, senza dover pagare alcun prezzo per questo. Il diffondersi delle procedure di selezione mediante il ricorso a valutatori anonimi, lungi dal garantire la serietà e l’obbiettività del giudizio – si sostiene che il valutatore anonimo sarebbe libero di esprimersi senza le reticenze dettate dai suoi eventuali rapporti di conoscenza o amicizia con il valutato o dal timore di rappresaglie – induce comportamenti poco etici se non addirittura scorretti. Che bisogno c’è dell’anonimato? Una persona che appartiene al mondo della ricerca e dell’università dovrebbe essere capace di conformarsi a criteri di “scienza e coscienza” e non avere il timore di difendere le scelte compiute su tali basi.

Non l’ho scritto io. L’ha scritto il matematico Giorgio Israel in un libro del 2013, Chi sono i nemici della scienza?, che ho scoperto troppo tardi.  Perché veneriamo istituzioni così condiscendenti con le nostre viltà?

3 ottobre, 2015

Nostra res agitur: la scienza aperta come questione sociale

Il primo convegno annuale dell’Aisa onlus -la nuova associazione italiana per la promozione della scienza aperta – si farà a Pisa il 22 e il 23 ottobre 2015. Il suo programma è qui. Passate a dare un’occhiata se capitate nei paraggi: sono fatti nostri.

22 settembre, 2014

Per la scienza, per la cultura

Vale la pena parteciparePer la scienza per la cultura, per esempio con il materiale già predisposto su “Roars”. Ci sono divinità che non meritano sacrifici. Ci sono cose su cui non bisogna fare economia.