20 aprile, 2019

Perché sono fra i candidati del Partito Pirata italiano

Logo Partito Pirata italianoNell’ultimo decennio del secolo scorso il movimento del software libero ha contribuito a emanciparmi dall’accademia dei morti viventi aiutandomi a capire  che, a dispetto della valutazione di stato della ricerca, gli studiosi dovrebbero scrivere  per essere letti e non per altro.

Ora mi trovo a vivere in un’Unione Europea che va aggregando interessi particolari in nome di un universale che, quando non direttamente ispirato a un’ideologia economicistica, appare sempre più distante e vuoto. Tutta la sua legislazione è esposta al rischio di essere prolissa, incoerente e oppressiva come la direttiva sul copyright, esito di una partita determinata da monopoli vecchi e nuovi pur con l’assenso di chi,  in nome di valori meno privati,  è stato al gioco in cambio di qualche  briciola.

Che le libertà fondamentali di una società democratica non siano state in primo luogo difese dalla destra e dalla sinistra tradizionale, ma dalla deputata tedesca di un partito chiamato pirata – che la sua presenza sia stata determinante per far capire che l’uso e l’abuso del copyright non erano e soprattutto non sono solo questioni tecniche – meriterebbe di essere oggetto di riflessione.

Viviamo – si usa dire – in una società della conoscenza. E dalla conoscenza – dalla conoscenza come formazione libera di tutti e di ciascuno – si dovrebbe ripartire.

Questi sono gli ideali che mi hanno indotto a sostenere il Partito Pirata con la mia candidatura. Non importa, e francamente neppure me lo auguro, che sia votata o eletta io: ma è essenziale che nel prossimo parlamento europeo ci sia qualcuno, preferibilmente migliore di me, che ne porti testimonianza.

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10 febbraio, 2018

Ipertesto: Wilhelm von Humboldt: un frammento di università

Brett Jordan, Central library of the Humboldt University of BerlinDopo aver tradotto – ad accesso aperto –  il celebre frammento di Wilhelm von Humboldt dedicato all’università, ho preparato un ipertesto per spiegarlo. È stato pensato per gli studenti dell’università di Pisa ma è anche parte di un progetto più ampio.  Il suo scopo principale però è aiutare chi non è particolarmente familiare con la filosofia classica tedesca a leggere uno scritto la cui raffinatezza e complessità è stata più oscurata che rischiarata dal suo mito.
Per non farmi sviare dal mito del mito di Humboldt. ho fatto una cosa molto semplice, resa possibile dalla disponibilità di una traduzione commentabile capoverso per capoverso: ho letto il frammento humboldtiano come un progetto filosofico e ho cercato di esporlo nei termini di un linguaggio più familiare – o forse, di un’altra visione del mondo.

Wilhelm von Humboldt: un frammento di università.

15 dicembre, 2017

I “Lineamenti di filosofia del diritto” di Hegel tradotti da Giuliano Marini sono digitalmente liberi

Grazie all’accordo delle eredi con l’editore Laterza in occasione del rinnovo del contratto editoriale, il formato digitale della versione italiana dei Lineamenti di filosofia del diritto di G.W.F. Hegel composta da Giuliano Marini è ora liberamente accessibile presso l’archivio “Giuliano Marini”.

Il “Bollettino telematico di filosofia politica” ospita una lunga presentazione, scritta da Nico De Federicis, per l’uso di chi desiderasse rendersi conto dell’importanza, non solo storica, di questo testo.

23 settembre, 2017

Un’idea di università: una nuova traduzione di Wilhelm von Humboldt

Bust of Wilhelm von Humboldt, by Bertel Thorvaldsen, 1808

L’ università disegnata da Wilhelm von Humboldt all’inizio del XIX secolo, con la sua unione di didattica e ricerca per il superamento del sapere cristallizzato dei manuali scolastici, è qualcosa che molti pensano di conoscere già. Non tutti, però, hanno letto il testo classico di cui il Bollettino telematico di filosofia politica propone alla revisione paritaria aperta una nuova traduzione sotto licenza Creative Commons by-sa.

Continua qui.

 

1 maggio, 2017

Camminare davanti a Zenone: un esperimento di revisione paritaria aperta

Raffaello, Particolare della Scuola di AteneLa revisione paritaria (peer review) è una parte importante della procedura che conduce alla pubblicazione di un articolo in una rivista scientifica tradizionale, costruita e pensata per la tecnologia della stampa. A due o più studiosi di campi disciplinarmente pertinenti, selezionati discrezionalmente dalla redazione della rivista e protetti dall’anonimato, viene chiesto di pronunciarsi ex ante sulla pubblicabilità di un testo. Quanto i revisori scartano non vede la luce; e, analogamente, rimangono nell’ombra i loro pareri e la loro eventuale conversazione con gli autori, che ha luogo solo per interposta persona.

La revisione paritaria aperta ed ex post consente invece di rendere pubblica l’intera discussione e di riconoscere il merito dei revisori, i quali, come gli autori, rinunciano all’anonimato.

In questo spirito, il Bollettino telematico di filosofia politica propone alla revisione paritaria aperta due articoli appena pubblicati:

Questo è solo l’inizio:  l’articolo continua qui.